Racconto di Patrizia

Storie di donne che lottano. Ogni giorno.

Patrizia, 58 anni, Catania.

Nella mia vita ho avuto intorno tanto amore. Ho avuto dei genitori molto affettuosi che  sono stati attenti e vicini anche nei momenti difficili.

A causa di una brutta scoliosi ci siamo rivolti dopo vari consulti, al C.T.O. (Centro traumatologico ortopedico) di Firenze e a 18 anni abbiamo programmato l’intervento di artodesi vertebrale alla colonna. Una difficile operazione durata 12 ore. Al risveglio atroci dolori e per i successivi quattro mesi non ho potuto alzarmi dal letto. Ingessatura del busto per un intero anno. Vi lascio immaginare i disagi, ma i miei cari, compreso il mio fidanzato oggi marito, sono sempre stati pazienti e comprensivi.

A 20 anni mi sono sposata e negli anni a seguire ho dato alla luce due splendidi figli, avuti a 22 e 29 anni.

Sono sempre stata una persona dinamica, attiva, amante del movimento.

Lavoro da casalinga e tempo libero piacevolmente dedicato ai balli di gruppo e all’acqua gym, almeno fino a tre anni fa.

Improvvisamente ho perso tutte le mie forze ed anche per alzarmi dalla sedia dovevo chiedere aiuto.

A seguito di tante visite mediche per capire la causa di questi problemi, un reumatologo fa diagnosi di fibromialgia, così inizio a intraprendere le cure consigliate e progressivamente a stare meglio. Un’amica infermiera mi ha poi consigliato di rivolgermi all’Associazione Italiana Sindrome Fibromialgica (AISF) di Catania sia per partecipare agli incontri informativi che per essere aggiornata sul percorso di riconoscimento da parte della legge quale condizione invalidante. E’ tramite questa Associazione che ho avuto la possibilità di avere una convenzione con uno studio in cui pratico una ginnastica dolce, il Tai Chi che mi piace e mi permette di essere un po’ piu’ attiva.

Inutile nasconderlo, la mia vita è cambiata. Mi stanco facilmente, ed anche adesso impugnare la penna mi arreca fastidio. Cosa mi manca? Fare tutto da sola. Mi manca guidare, fare la spesa, cucinare, occuparmi delle faccende domestiche in autonomia. Non vorrei fare notare a chi mi sta intorno che sto male, ma purtroppo è così. La mia casa, il mio regno, non è più splendente come una volta, come vorrei, ma pazienza ho imparato a conviverci. Ho imparato a convivere con la fibrobialgia e ad accettare di dover chiedere aiuto quando ne ho bisogno.

In fondo penso di essere stata fortunata nella vita, ho rischiato fin da ragazza di avere una grave invalidità e di non poter fare invece tutto quello che ho fatto. Per questo ringrazio Dio e i miei cari.