Racconto di Laura

Storie di donne che lottano. Ogni giorno.

Laura, 24 anni ( a breve 25), Genova.

Ho iniziato già da bambina ad accusare forti mal d testa, sono sempre stata una sensibile, una spugna nei confronti di tutto ciò che avevo intorno e questo, sento che mi ha penalizzato.

Ho giocato per ben 12 anni da calciatrice, da quando ne avevo sette. Il pallone è sempre stata la mia passione. Ho dovuto smettere perchè non ho vissuto una vera e propria adolescenza, ho iniziato a lavorare ancora minorenne, sono andata via di casa presto, ed ho capito a mie spese che la vita non era solo uscite serali ed aperitivi.

Nonostante ciò ho affrontato quello che mi capitava con il sorriso, con la voglia di fare, di divertirmi e di crescere, seppur il mio passato famigliare mi ha sempre condizionato molto.

Tre anni fa è iniziato il mio calvario. Ho cominciato a perdere la vista da un occhio ma tutti dicevano che la causa era il mal di testa, di stare tranquilla e che se fosse ricapitato saremo andati dal medico.

Dolori, mal di testa, collo rigido e male al trapezio, vertigini. Dopo un periodo acuto di sofferenza, ne sono uscita.

A luglio dello scorso anno, dopo una promozione a lavoro, mi sono sentita male, il braccio destro, il petto, la faccia.. dolori interminabili. Così chiamando l’ambulanza mi hanno immediatamente trasportato in ospedale pensando ad un infarto.
Tolto il dubbio dell’infarto e dei polmoni, mi hanno mandato a casa con diagnosi di dorsalgia.

Comincio a consultare dottori e neurologi i quali sostengono che io possa avere la sclerosi multipla; una miriade di esami, tanti dubbi e nessuna certezza.

Ho inghiottito tante, troppe pastiglie, ma i dolori aumentavano. Braccia, testa, piedi, mani, petto, il corpo a fuoco, senza che avesse voglia mai di cessare.

Fino a quando non siamo arrivati alle gambe, ecco quella ragazzi è stata la sensazione più sgradevole che potessi provare.

Per ben tre mesi non sono più riuscita a camminare, non riuscivo a tirare su i polpacci da terra, erano fortissimi i dolori con il senso di addormentamento della parte.

In concomitanza a ciò, mi hanno asportato un melanoma, al primo referto maligno. Data la giovane età, l’hanno poi rimandato ad esaminare e successivamente dopo due mesi di attesa è risultato benigno! Immaginate che sollievo.

Così è poi arrivato il mio ricovero in neurologia. Esami da capo, e il prelievo del liquor (fluido cerebrospinale), che ancora oggi maledico.
Non l’ ago inserito nella spina dorsale è stato il problema, quanto il dopo. Non potevo alzarmi dal letto, appena mi sollevavo avevo le scariche elettriche al cervello. E ciò non mi ha permettesso di stare in piedi per otto giorni.

A fare da cornice a tutto, si aggiungevano le litigate sul lavoro e le persone che prima dicevano di volerti bene e adesso ti voltavano le spalle.

Ed eccomi qui.

Confermata la diagnosi di fibromialgia ad uno stato elevato. Di fibro non morirò, ma con la fibro si, e di questo ne sono consapevole.

Il pallone è ancora la mia passione, non posso più praticarlo come sport perché fisicamente non ce la faccio, ma continuo a seguirlo assiduamente.

Il mio messaggio alle altre donne è quello di lottare ogni giorno per poter migliorare la propria qualità di vita, che comprende alimentazione, sonno, terapia del dolore.. a questi io aggiungo determinazione e sorriso.

Nel mio piccolo ho voglia di trasmettere la mia forza a chi crede di averla perduta.

Vi sto scrivendo, i MIEI dolori son sempre lì ma continuo a scrivere, perchè VINCO IO.

Vinceremo tutti noi, prima o poi, quando saremo riconosciuti e sostenuti come meritiamo!

Con affetto e un abbraccio immenso.