Storie di donne che lottano. Ogni giorno.

Tatiana, 32 anni, Rimini.

Una bambina normalissima, non ho avuto più che i soliti malanni.
Crescendo sono diventata una ragazza estroversa, amante della vita e sempre in movimento, facendo tantissima attività fisica. Sposa e mamma a venti anni, a quasi 23 la seconda figlia.

I problemi sono iniziati dopo la seconda gravidanza perché stavo male fisicamente, avevo emicranie molto forti e malessere generale. Sono passata da un medico ad un altro, fino a quando una brava neurologa mi ha consigliato di fare gli esami per la tiroide, e così ho scoperto di avere la tiroidite di Hashimoto. Negli anni a seguire a parte i chilogrammi presi, non ho avuto grosse difficoltà. Nel 2011 durante la mia permanenza in Spagna, ho fatto un normale pap test, scoprendo di avere un tumore alla cervice. Tornata in Italia in fretta e furia i medici hanno deciso di operarmi. E’ stato un momento duro ma superato con la positività di sempre!

Questo fino al 2014, quando una mattina mi sono accorta di non poter muovere il braccio destro e girare il collo. Con due bambine.. e non potevo far nulla. I medici mi hanno detto che soffrivo di cervicobrachialgia ed ho attraversato i successivi 10 mesi con forti dolori.
Nel 2015 ho deciso di separarmi da mio marito, non senza soffrirne. Anche se, forse, non è pertinente al racconto, voglio cogliere l’occasione per dire a tutte le donne che la violenza fisica e verbale non la si deve accettare, bisogna reagire anche se doloroso. Io purtroppo ci ho impiegato 10 anni per arrivare a capire che quell’uomo mi stava divorando l’anima.

Ho poi deciso di partire, era l’unico modo per tagliare di netto con quel circolo vizioso. Nel dicembre 2015 chissà se per il troppo stress accumulato, a lavoro ho avuto come un black-out, una sincope.

Mi sono ripresa, come sempre, arrivando a percorrere 13 km di corsa al giorno.                    Ma quell’estate, in un giorno come tanti, mi sono svegliata sentendo come la forma di una pallina da golf all’altezza della clavicola. Al pronto soccorso, dopo una visita specialistica con l’endocrinologo ho avuto l’ennesima brutta notizia: ”Signora,
lei ha un carcinoma papillifero con metastasi molto evidenti nell’ecografia ai linfonodi”. Mi è caduto il mondo addosso. La parola “metastasi” rimbombava nel cervello, ero molto spaventata, soprattutto per le mie cucciole a l’idea di lasciarle sole. Dopo aver fatto tutti gli accertamenti e non so quante ore di pianto, ho pensato che era inutile buttarsi giù, e che dovevo reagire come ero abituata a fare. Il 25 Agosto del 2016 sono entrata in sala operatoria con il più bel sorriso che avessi mai indossato.

Al risveglio non potevo parlare, avevo un tubo in gola. L’infermiera avvicinatasi mi ha detto:”Stai tranquilla, sei in rianimazione perché hai avuto un problema respiratorio e ti abbiamo dovuto intubare.”
Ho un ricordo molto chiaro del chirurgo che mi ha operata e delle sue parole:”Lo so è bruttissimo quello che stai vivendo, sei molto giovane, ma eri molto malata, peggio di come si vedeva dal di fuori. L’operazione è andata bene, sei stata forunata perché per qualche millimetro hai rischiato la tracheotomia.” Ecco queste parole credo che non le scorderò mai!
Dopo alcuni giorni, tornata in stanza, ho ricominciato a nutrirmi con pappine e omogenizzati come i neonati. E forse era questo che stavo sperimentando, una nuova possibilità di vita. Purtroppo non parlavo, avevo le corde vocali paralizzate ed esprimermi era difficile. Mandavo alle bambine delle foto con i miei sorrisi più belli, e cercavo prendendo respiro, di poter almeno dire un”Ciao” per farle stare tranquille. Ma era dura.
La ripresa fu molto lenta e dolorosa. Dopo tanti controlli e medici che non si capacitavano del perché non rispondessi alle cure, arriva nel 2016 la diagnosi di Fibromialgia.
E’ stata difficile inizialmente da accettare, ma ricordo di aver pensato ancora una volta che dovevo reagire! Così ho deciso di informarmi, di studiare questa patologia così subdola, cercando sempre cure innovative.

Domani inizio i colloqui con la psicoterapeuta, sedute di psicosomatica. Faccio una dieta molto restrittiva, cerco di fare tante camminate con la deterninazione di voler tornare a correre. Eh già cè chi pensa che non lo potrò fare più, ma chi lo dice?
Rischiavo di non poter parlare più e parlo. Non riuscivo più a cantare e anche se a bassa voce, lo faccio. Avrei potuto non muovere più il braccio e lo muovo.

La mia esperienza insegna che bisogna essere sempre positivi. Ci sono giorni in cui piango, ma poi asciugo le lacrime, mi alzo e faccio tutto sfidando i miei limiti. Non arrendetevi mai nella vita e scoprirete una forza in voi stesse che nemmeno credevate di avere. Un abbraccio

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