Il progresso ha migliorato la qualità della vita ma allo stesso tempo ha reso sempre più frenetica la gestione dello spazio e del tempo. In questa frenesia chi rischia di pagarne le conseguenze è il corpo, che diventa sempre più virtuale e sempre meno reale.

L’uomo moderno sembra non essere più padrone delle proprie azioni. Non è più in grado di fermarsi. Diminuisce inoltre la capacità di ascolto e quella del sentire il proprio corpo.

In questo il Tai Chi Chuan può costituire una valida occasione per rientrare in contatto con il corpo “reale”. Uno studio profondo e introspettivo. Un lavoro che apra le porte alla funzionalità delle azioni e sia ambito di conoscenza e di consapevolezza. Si deve far leva sull’ascolto e sull’attenzione, per sviluppare la capacità di sentirsi e di sentire, presupposti indispensabili per realizzare il cambiamento.

Un corpo in grado di rallentare il suo movimento fino a fermarsi. Di essere centrato, stabile, ben collegato alla terra. Di unirsi al proprio interno e libero di orientarsi e direzionarsi al proprio esterno. Consapevole di esistere. In questo modo pensiero e azione si integrano e si completano a vicenda dentro confini reali e non più virtuali.

Per ottenere questi benefici tuttavia, bisogna applicare bene quello che insegnano i maestri: “avere disciplina, perseveranza e pazienza”, cioè praticare questa disciplina con costanza e per lungo tempo.

M.T.M.

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