Nell’ambito del progetto Monitor 440 “Vitamina C & A” la Coop. Soc.le Energ-Etica Catania ente partner dell’Istituto comprensivo G.B. Nicolosi di Paternò, ha promosso il laboratorio Lealmente sport proponendo quale attività sportiva il Tai chi chuan per  ragazzi di scuola secondaria di primo grado.

In qualità di esperto esterno ed  a conclusione delle 30 ore previste dal progetto, con il presente, intendo fornire una riflessione circa le opportunità e le criticità che lo stesso ha presentato.

In premessa, partiamo da un preconcetto comune che vede il ragazzo o la ragazza, dopo aver assolto ai suoi impegni di studio quotidiani, bisognoso/a di “sfogarsi” attraverso un’intensa attività fisica, e tale disciplina marziale in quest’ottica, viene erroneamente ritenuta “troppo tranquilla”.

E’ tale pregiudizio che ha rappresentato una criticità in fase di avvio progettuale. Poi, come ogni fase di adattamento e di selezione naturale, il gruppo si è stabilizzato e gli undici allievi che hanno intrapreso il percorso, hanno raggiunto con soddisfazione la quasi totalità degli obiettivi prefissati.

Alla lentezza iniziale dei movimenti di base, è stata successivamente abbinata l’applicazione, cosicché i ragazzi hanno imparato a percepire le imperfezioni oltre che la funzione dell’atto eseguito, e a relazionarsi con il prossimo in modo più controllato.

Tra gli obiettivi perseguiti e raggiunti vi sono: il miglioramento della coordinazione motoria, il potenziamento dell’equilibrio, l’acquisizione della consapevolezza della propria corporeità e dello spazio. Gli esercizi poi, non comportando alcun tipo di competizione o “combattimento” hanno stimolato gli allievi, a muoversi senza la preoccupazione di essere valutati per un risultato da conseguire a ogni costo.

Gli obiettivi raggiunti solo parzialmente, sono stati:  la stabilizzazione delle capacità attentive e di concentrazione, e la conseguente capacità di mantenere il silenzio nel medio periodo. Certamente tali abilità andrebbero potenziate con un periodo maggiore di pratica, per contribuire trasversalmente anche ad un miglioramento nel rendimento scolastico in caso di carenza nelle predette capacità.

Gli allievi hanno imparato le sequenze di base della forma otto movimenti del Tai chi chuan stile Yang, per imitazione dell’istruttore attraverso la ripetizione, e successivamente provando a ricordare i movimenti da soli o in gruppo. Si sono esercitati a stare dritti, a resistere sulle gambe, a muoversi in modo coordinato, a mantenere l’equilibrio in posizioni statiche e dinamiche.

La valutazione del raggiungimento degli obiettivi e stata fatta, attraverso l’osservazione diretta, mediante questionari di autovalutazione e con le informazioni ricavate dalle riflessioni del  gruppo di discussione settimanalmente attivato.

Per concludere, dalla sequenza di movimenti, i ragazzi hanno imparato ad usare le forze e gli spostamenti, ma soprattutto hanno esperito la “frustrazione” del provare gli esercizi, ancora ed ancora. Logica opposta del tutto e subito che li vede desiderosi di riuscire al primo colpo. La costante sfida è stata il comprendere settimana dopo settimana attraverso prove e ripetizioni, l’alternarsi di yin-yang cioè di pieno e vuoto nel movimento. Principio questo, che rappresenta l’essenza stessa del Tai chi.

Il 14 Dicembre 2017 si è tenuto presso lo stesso Istituto l’incontro conclusivo del laboratorio, nel corso del quale è stato mostrato ai genitori dei ragazzi praticanti, quanto appreso nel percorso laboratoriale. E’ stato emozionante per me guardare i loro volti stupiti ed allo stesso tempo fieri dei propri figli.

M.T.R. Maricchiolo

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