Il libro affronta i temi dei processi cognitivi e motivazionali, nonché dei processi di apprendimento implicati nell’atto sportivo.

Il volume  Psicologia applicata allo sport  è stato scritto da Pietro Delfini, atleta e allenatore di pugilato, nonché psicologo, è stato coordinatore del Dipartimento di Psicologia dell’Istituto di Scienza dello Sport del Coni e professore a contratto presso la Facoltà di Scienze Motorie S. Raffaele di Roma.

Il testo, inserito nella Collana di scienze del comportamento nello sport diretta da Fabio Lucidi, si compone di due parti: la prima parte affronta i temi dei processi cognitivi, motivazionali ed emozionali implicati nell’atto sportivo. In particolare rispetto ai processi cognitivi trovano approfondimento, il processo attentivo, percettivo e mnestico. Da qui si prosegue nel considerare gli aspetti della motivazione allo sport e delle dinamiche emotive, passando attraverso l’influenza dell’arousal, dello stress e dell’ansia in rapporto alla prestazione sportiva.

Nella seconda parte di Psicologia applicata allo sport vengono trattati i temi relativi ai processi di apprendimento e a quelli legati a specifiche azioni motorie; alle dinamiche all’interno del gruppo sportivo e alla personalità dell’atleta vincente.

Concludono il testo Psicologia applicata allo sport due schede: una sul problema dell’ avviamento alla pratica sportiva intesa quale alfabetizzazione motoria, contro la precoce specializzazione in una disciplina sportiva; l’altra, sul ruolo dell’allenatore, che si consustanzia, nella modalità di leadership, nella comprensione delle motivazioni, nella competenza tecnico-tattica, nella capacità di comunicazione e dimostrazione, nella gestione delle emozioni.

Quale conditio sine qua non per la formazione e la riuscita di un allenatore di successo, dunque, oltre al possesso di competenze tecniche e di componenti tattiche tipiche di una particolare disciplina, vi è anche la conoscenza degli strumenti atti al controllo delle emozioni. Quest’ultimo aspetto se correttamente monitorato ed indirizzato, può trasformarsi in vantaggio per l’atleta, considerandolo nei termini di ansia pre-agonistica il cui effetto positivo si esplica nell’attivazione, nella “carica” ottimale dell’atleta, al fine di ottenere la sua massima prestazione.

M.T.R. Maricchiolo

Fonte: http://www.stateofmind.it/2017/09/psicologia-applicata-allo-sport-recensione

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